Voglio un ragazzo gay tutto per me

Faccio il matchmaker per uomini gay principalmente a Milano e in tutta Italia, in un contesto internazionale da moltissimi anni e sono circondato da una larga cerchia di amici gay e conoscenti di tutto il mondo.
Ho viaggiato moltissimo, ma alcuni paesi li ho “visitati” e vissuti guardando dritto negli occhi e ascoltando con il cuore chi viene da una nazione a me sconosciuta.
Ho notato che la gente mi parla con piacere della sua patria, della sua città… e della propria cultura.
Quindi conosco abbastanza bene come vive un uomo omosessuale altrove e cosa significa per la massa essere un uomo gay, desiderare una relazione seria, vivere con il proprio ragazzo, unirsi civilmente o sposare un uomo gay.
La differenza tra la comunità gay di Milano, Italia in generale e di un altro Paese non necessariamente europeo.
La percezione della libertà non è mai uguale.
Ogni volta rimango incantato e in perfetta sintonia percorro volentieri insieme a loro quei sentieri a me sconosciuti ma impressi nella loro mente, incollati nella loro anima.
A volte nei loro occhi percepisco un po’ di orgoglio, a volte un po’ di vergogna, speso un po’ di tristezza, a volte tanta nostalgia però di base sono sempre razionali e fiduciosi.
Ancora oggi sull’orlo del terzo millennio si parla di amore gay.
Amore gay è un’altra forma di amore, non è tuttora considerato amore tra due persone a prescindere dalla località o la nazione di appartenenza di un uomo o dell’altro.
Sta di fatto che per molti maschi omosessuali non è facile trovare un partner, incontrare un uomo gay interessante e avere una relazione seria.

Come trovare un compagno stabile e vivere una relazione monogama?

Quando associo la parola monogamo a un uomo gay, o parlo di monogamia riferendomi ad una coppia gay spesso chiunque abbia difronte fa un sorriso come se mi volesse dire: ma esistono? Ci sono uomini gay e coppie gay monogame?
Invece mi viene del tutto naturale e rispondo. Sì, certamente. E lo so per certo (fa parte del mio lavoro avere delle statistiche). Ci sono tantissimi ragazzi gay che desiderano una relazione stabile e monogama. Così come esistono le coppie aperte … , ma non solo nel “mondo gay” anche le coppie eterosessuali si cornificano, si aprono, si scambiano, si separano si divorziano.
Un uomo sigle gay bisogna capire e analizzare bene quali sono i posti dove poter incontrare altri uomini gay che desiderano le stesse cose e che rispecchino le richieste e le caratteristiche, insomma che ci sia un interesse reciproco e guardino nella stessa direzione. Questi sono solo alcuni degli elementi fondamentali per creare e mantenere una relazione sana e forte nel lungo periodo.

Le vicende e il vissuto dei ragazzi gay pur apparendo talvolta simili l’una all’altra dall’esterno in realtà se andassimo a fondo e conoscerli meglio capiremo che sono caratterizzati da situazioni sentimentali, da condizioni concrete e da stati soggettivi quanto mai peculiari e del tutto variabili.

Sono gay voglio un ragazzo.

Dato il mio lavoro di matchmaker, insomma mi occupo di relazioni sentimentali per uomini gay che desiderano veramente conoscere un uomo per una relazione stabile.
Mi capita molto spesso, specialmente nel mio studio, di sentire questa frase rinforzata, da “Voglio un ragazzo gay tutto per me”.
È da questa espressione che cercherò di presentare una storia vera e fare alcune riflessioni, ma questa volta non derivate dallo studio di Élite Men Connections, ma derivata dall’esperienza della strada,
Lo scorso weekend, capitavo in un locale di Via Lecco a Milano in compagnia dei miei soliti amici. Ero seduto in un piccolo tavolino estivo (conteso un poco da tutti) posizionato sul ciglio della strada. Mentre sorseggiavo il mio drink preferito si è sollevato un vento idrofobo.
L’ombrellone estivo sotto il quale mi sentivo un po’ più protetto inizia a tremare e poi come per magia, improvvisamente prende il volo e si scaraventa sulla folla degli uomini che stavano in piedi davanti ai locali di Via Lecco Milano. Quest’ultima rinomata per il ritrovo del dopo cena degli uomini gay durante tutta la settimana, ma specialmente nel weekend.
Urli e risate si mescolano e l’ombrellone “scompare” tra la folla che diventava sempre più compatta. Spaventato ma anche spinto dalla curiosità, mi alzo e d’istinto corro verso il punto che ho visto cadere il parasole per l’ultima volta.
Sento la voce strillante di una donna, ma non capivo, non la vedevo, non ancora finche sgomitando non m’imbatto in una scena da film, ma poco bella da vedere.
Una donna sulla cinquantina vestita da cerimonia stava seduta per terra. I cappelli scuri un po’ scompigliati le coprivano il viso.
Notai che portava una scarpa sola.
Difronte a lei una ragazza giovane aveva in mano una (corona laurea) con un fiocco rosso, piangeva e chiamava disperatamente Angelo.
Qualcuno chiede dell’acqua, un altro dice di aver chiamato l’ambulanza.
Capii che qualcuno necessitava aiuto.
Guidato dal mio istinto crocerossina e dato anche la mia istruzione in materia mi avvicino ancora di più finche non vedo un giovane ragazzo seduto sull’asfalto.
Teneva la mano sinistra sulla testa ma non lamentava dolore. Lo invito a stare tranquillo e di permettermi di vedere se c’era una ferita.
Capì che la signora era la madre, la ragazza la sorella e Angelo si era appena laureato.
Aiutato con la luce del mio cellulare, notai che tra i capelli folti e scuri c’era una piccola lesione coperta da un po’ di sangue.
Lo informai che non era nulla di grave e invito la signora elegante di tranquillizzarsi ma lei non smetteva di strillare.
Continuava a dire “chi ce la fatto fare a venire fino qua!” e poi perché proprio qua?, non c’erano altri posti più carini e più sicuri?.
Caspita proprio stasera!
Angelo mi guardò dolcemente e con la voce tremante come se volesse scusarsi mi ringrazia e mi dice “ è mia madre, la supporto da 25 anni”
Cercai di barattare il suo sorriso, ma un brivido violento mi scese lungo tuuutto la schiena e arrivò dritto al cuore.
Senti gli occhi gonfi e ebbi la fraudolenta sensazione che avrei avuto di nuovo il piacere di avere gli occhi inondati dalle lacrime.
Per rassicurarlo ancora di più ho preso la sua mano delicata e morbida (classico dei studenti che non hanno mai lavorato) la strinsi forte tra le mie.
Mi sforzai a cacciare un sorriso e aggiungo: sì, l’avevo capito, è tua mamma, è davvero bella! Angelo sei fortunato ad averla.
Lui sorrise ancora e notai che mi fissava con insistenza come se volesse capire meglio… Poi dice sì, lo so ma a volte sa essere pesante, poi aggiunge ma tu per caso sei … sei il matchmaker di …?
La madre riprende a strillare, la sorella anche e si domandavano di nuovo cosa ci facevano qua invece di essere a casa a festeggiare.
Angelo si alzò in piedi e mentre spolverava i suoi pantaloni scuri lo senti strillare più forte della madre: adesso basta mamma, smettila Francesca, non mi sono fatto nulla e non continuare a chiedermi perché ho voluto portavi qua in questa via, in questi locali.
Ma non capisci proprio allora!
Mamma. Sono gay voglio un ragazzo in che modo te lo devo dire!
Francesca tesoro, Voglio un ragazzo gay tutto per me e come te voglio avere anch’io un compagno voglio essere felice senza dovermi nascondere.
Non voglio più vivere con l’angoscia di essere scoperto e giudicato.
Sono gay voglio un ragazzo, voglio un ragazzo gay tutto per me.
La madre si avvicina lo afferra per un braccio e riprende a strillare ancora di più: lo so che sei gay, lo sempre saputa, sono tua madre e conosco mio figlio.
Lui piange, dice qualcosa in diletto, lei lo abbraccia, la sorella anche.
Un uomo si unisce a loro, una signora si commuove.
Angelo, tesoro, andiamo a casa mamma, mi hai fatto prendere paura, non mi piace questo posto e non ho ancora capito perché tu e tuoi amici venite sempre qua cosa trovate di cosi interessante, ci sono locali molto più belli a Milano.
Angelo pulisce il suo bel viso e sorride.
Arrivano i soccorritori.
La folla si fa largo ma si unisce in un lungo applauso di approvazione.
Un ragazzo tiene sotto braccio una scarpa con il tacco a spillo, è evidente che ha appena pianto però sembra felice.
Due uomini si abbracciano, altri due scambiano un bacio affetuoso.
Una ragazza sulla mia destra stringe tra le braccia un piccolo bassotto nero.
Mentre ammiravo il guinzaglio rosa e pieno di Swaroski del bassotto, noto che la sua padrona aveva dei bellissimi cappelli rossi con dei boccoli scombinati dal vento.
I suoi occhi azzurri mi richiamano alla mente una persona a me molto cara.
La guardo con tenerezza.
Lei mi sorride dolcemente e mi si si avvicina ancora di più.
Io accarezzo il suo bassotto e lei e mi chiede che tipo di medico fosse il matchmaker.
Per chi è gay e vuole un ragazzo
Per chi vuole un ragazzo gay tutto per sé.

NOTA. Questo articolo è concepito per puro scopo di informazione. I punti di vista espressi sono soltanto quelli dell’autore e non devono essere intesi come istruzioni di un esperto né tanto meno, come ordini. Il lettore è responsabile delle proprie azioni quando si tratta di leggere un articolo.
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