Uomini omosessuali e eterosessuali divorziati/separati per la prima volta a “braccetto”, finalmente liberi dall’assegno di mantenimento delle ex mogli.

La ex moglie ha un nuovo partner? Stop all’assegno di mantenimento.
I tempi cambiano, le società evolvono, le legislazioni anche. Quando penso al divorzio la prima cosa che mi viene in mente è una bellissima riflessione di Masal Pas Bagdadi. “Una famiglia che si separa può essere paragonata ad un terremoto dell’ottavo grado, che colpisce grandi e piccoli: difficile dire chi sopravvivrà, cosa si salverà e quanto ci vorrà per riparare i danni”.
La separazione è donna: vale a dire che nella stragrande maggioranza dei casi sono le donne a prendere la decisione di separarsi, a prendere atto delle criticità della relazione, ad avere consapevolezza che non si può più andare avanti.
L’uomo prova sentimenti ed emozioni soprattutto se subisce la separazione.
Quindi spesso l’uomo è spettatore passivo in questo processo di separazione e questo non significa che non prova sofferenza.

Molti uomini diventano come dei bambini che sono abbandonati dalla madre. Non accettano tale separazione che è vissuta al pari di un vero e proprio abbandono. Si agitano, si disperano, negano la separazione stessa. Si può arrivare a mettere in atto veri e propri comportamenti ossessivi nei confronti della partner fino ad arrivare anche allo stalking o a brutti episodi di cronaca giudiziaria.

Taluni soffrono passivamente, non reagiscono, si rinchiudono in una fase depressiva. Non riescono a elaborare il processo del lutto della separazione.

Quasi da sempre la ex moglie è stata vista come un “incubo” per le nuove coppie in quanto dovevano ancora contribuire economicamente e mantenerla a vita.
Questi giorni però una buona notizia fa tornare il sorriso a tantissimi uomini (eterosessuali o omosessuali) italiani e storcere il naso alle loro ex mogli.
La notizia arriva dal Presidente delegato del Tribunale di Como.

Nonostante viviamo in una società apparentemente moderna ed evoluta, valutando gli sviluppi recenti della politica italiana, con il nuovo governo pare si voglia tornare ancora indietro nel tempo e togliere alcuni diritti che la nostra società ha conquistato.
Come per esempio il riconoscimento delle unioni civili e le coppie di fatto che in realtà non “favoriscono” solo gli omosessuali ma anche tutte quelle persone che scelgono di non sposarsi, ma si considerano una famiglia. Oggi però ci occuperemo di altro.

Faccio il Matchmaker da quasi vent’anni e sono specializzato in quello che si chiama gay matchmaking proprio perché ho lavorato principalmente per le agenzie matrimoniali gay in giro per il mondo. Oggi le persone che svolgono un lavoro come il mio comunemente si chiamano Gay Matchmaker e lavorano per le agenzie agenzie per single dello stesso sesso o meglio agenzia per gay.

Sono il fondatore di una delle agenzie per gay più famosi in tutta Italia. Si chiama Élite Men Connections Gay Dating Agency Italia, agenzia di incontri seri per uomini gay con sede principale a Milano.

Durante tutti questi anni in Italia ho conosciuto centinaia di uomini gay divorziati e migliaia di uomini gay separati legalmente e sono tutti vittime delle loro scelte del passato.
Quasi tutti gli accomuna il fatto che nonostante siano uomini gay separati/divorziati devono ancora mantenere le loro ex mogli, ossia contribuire economicamente per assicurare a loro uno stile di vita come quello di quando erano sposati. Da oggi grazie al Presidente delegato del Tribunale di Como, in Italia le cose cambiano.

L’ex moglie ha un compagno?
Stop all’assegno del mantenimento.

Così ha deciso il Presidente delegato del Tribunale di Como, in via provvisoria e urgente, con la recente ordinanza del 12 aprile 2018. Nello stesso senso anche il Tribunale di Ancona.
La notizia è stata riportata da F.Rinaldi per il Corriere della Sera. Questa sentenza ha reso felici gli uomini italiani che per anni si sono trovati costretti a mantenere le ex mogli.
“Il marito non deve più corrispondere l’assegno di mantenimento alla moglie che ha intrapreso una nuova relazione sentimentale, anche se non convive con il nuovo partner ed è priva di attività lavorativa. Così ha deciso il Presidente delegato del Tribunale di Como, in via provvisoria e urgente, con la recente ordinanza del 12 aprile 2018. Ordinanza emessa a conclusione della primissima fase di un divorzio giudiziale – quando generalmente vengono confermate le condizioni della separazione – che ha sin da subito esonerato il marito dal dover corrispondere alla moglie, quasi ex, l’assegno stabilito in separazione”.
Fino a poco tempo fa, infatti, al fine di essere esonerati dal pagamento dell’assegno, era necessario che il coniuge obbligato dimostrasse in giudizio la creazione da parte dell’ex coniuge di una nuova famiglia di fatto, stabile e duratura, e che questa convivenza incidesse “realmente e concretamente sulla situazione economica dell’ex coniuge risolvendosi in una fonte effettiva di reddito”.

Nello stesso senso, con decreto pubblicato il 21 maggio 2018, si è pronunciato anche il Tribunale di Ancona il quale – in una causa di modifica delle condizioni di divorzio e sulla base delle stesse motivazioni del Tribunale di Como –, ha ritenuto di dover revocare l’assegno stabilito in favore della ex moglie.
In questo caso, a fondare la decisione del Tribunale sono state le numerose foto depositate dal marito (tratte dai social network), che dimostravano l’inequivocabile intensità del rapporto tra la ex moglie e il nuovo partner, i periodi di vacanza trascorsi insieme “a nulla rilevando le modalità di ripartizione tra essi delle spese di vacanza”, e la relazione investigativa dalla quale emergeva l’assiduità della frequentazione (seppur priva del requisito della convivenza).
Dunque, costruire una nuova famiglianell’accezione moderna del termine – non è un obbligo, ma una decisione libera e consapevole che ha risvolti pratici e conseguenze giuridiche ben precise.

Ecco quindi che, anche in queste pronunce, i Tribunali – nel solco tracciato dalla Corte di Cassazione nella discussa sentenza Grilli del maggio 2017 sull’assegno divorzile – continuano a valorizzare il principio della autoresponsabilità economica dei coniugi: “la formazione di una famiglia di fatto costituisce espressione di una scelta di vita esistenziale e consapevole, con assunzione del rischio della cessazione del rapporto, rescindendo ogni collegamento con il tenore e il modello di vita legati al coniugio”.

Ecco che siamo entrati in una nuova era, dove ognuno deve prevedere a mantenersi per conto suo.

Anche gli uomini gay sono liberi dalle loro ex mogli e possono finalmente dedicarsi al proprio compagno e alla loro nuova famiglia. L’ex moglie del proprio compagno non fa più paura agli uomini gay che hanno una relazione stabile o si uniscono con uomini speratati/divorziati.

Negli ultimi anni le indagini parlano di un aumento frenetico di divorzi; e se a chiedere il divorzio sono di più gli uomini (spesso spinti dalla nuova compagna o il reale desiderio di avere accanto un uomo in quanto uomini gay), la gran parte delle separazioni invece viene avviata dalle donne che più frequentemente chiedono un aiuto di tipo terapeutico per smaltire il dolore e subito dopo chiamano i legali per fare i conti e definire la quota che l’ex marito dovrebbe versare ogni mese. A consolare le donne divorziate era il famoso all’assegno di mantenimento che ora pare stia scomparendo.

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