Ragazzi gay single in vacanza cercano incontri occasionali e relazione gay seria.

Devo partire.
Presto avrei intrapreso quel sentiero inesplorato, lo immaginavo rivestito di sabbia bianca, ornato di allori multipli, palme giganti e vegetazione esotica.
Sapevo di avere bisogno e la voglia era tanta, ma mi dicevo che era solo un’altra mia idea bislacca, un modo per sfuggire dalle mie incertezze e le diverse conferme che mi lanciavano davanti ad un ipotetico futuro emotivo ancora oscillante.
In realtà avevo realizzato da parecchio tempo che partire sarebbe stata la cosa migliore, ma rimandavo sempre, dando la precedenza al mio lavoro e man mano ero sempre più usurpato dalla quotidianità dei miei nuovi impegni.
Ce l’hai la SOUL? Mi domandò la barista, una mattina mentre facevo colazione al solito bar molto frequentato anche da uomini gay di Milano. Considerando che soul vuol dire anima, avrei preferito risponderle: Dipende, certi giorni sì, certi giorni no. Vorrei essere più equilibrato, ma non ci riesco.
Lei continuò a fare una spremuta di melograno, io mi limitai a regalarle un sorriso che pareva una smorfia meschina. Non avevo né tempo né voglia ad ascoltare i commenti della barista e tanto meno la voce del mio malinconico silenzio di uomo gay single. Era la mia dannata coscienza (sì, purtroppo ne ho una) avrei voluto non averla, dicono che si vive molto meglio.
Così mi viene da pensare che sia importante avere qualcosa che funziona, non solo nel lavoro ma anche nella mia entourage sentimentale altrimenti non è vita ma sopravvivenza. Sapevo bene che una parte di me si sentiva tremendamente in colpa per essermi trascurato e dedicato troppo tempo a chi non valeva così tanto o meglio, ne meritava ben poco.
Da parecchio tempo avvertivo un freddo glaciale nelle viscere (classico degli uomini gay single che non prediligono gli incontri occasionali, ma hanno davvero voglia di avere una relazione stabile, di avere accanto un compagno e vivere una concreta storia d’amore con un altro uomo gay).
Devi partire, hai bisogno di una vacanza mi dicevano gli amici.
Sì, sì lo so.
Devo partire continuavo a replicare ogni qualvolta che portavo a termine un impegno. Da qualche parte ci deve pur essere un raggio di sole che scalderà il mio cuore.
Probabilmente, se vivessi in Kabul, non avere la SOUL non sembrerebbe la cosa più grave del mondo, ma qui, a Milano, sì.
Difatti, finalmente decido di partire.
Come destinazione scelsi un’isola.
Sì un’isola abitata proprio perché ho deciso di partire da solo perché spesso da solo, nel totale isolamento trovo il mio vero IO e sto bene anche senza la SOUL.
Gran canaria.
Oh che incanto!
Gran Canaria è una delle Isole Canarie, di origine vulcanica. È la seconda isola più popolata dell’arcipelago (dopo Tenerife). Con una superficie di 1.560,1 km quadrati e un’altezza massima di 1956 metri con il Pico de Las Nieves, è la terza isola più grande dell’arcipelago per estensione e altitudine. Un’altra attrazione turistica è il Faro di Maspalomas e già mi immaginavo seduto sul una scogliera scura ad ammirare le danze delle onde dell’acqua cristallina che una volta alla deriva si sarebbero inchinate davanti allo splendore del maestoso Faro.
La città è costruita su un terreno vulcanico. Un vero e proprio paradiso Gay nel cuore del deserto.
Una volta uscito dall’aeroporto ho scelto di raggiungere la mia destinazione in autobus per godermi al meglio il panorama durante il tragitto.
Sono rimasto molto sorpreso dal fatto che si passava da un piccolo paradiso pieno di verde e alberi alle rocce vulcaniche scure e spoglie o macchiate da qualche cactus testardo che si rifiutava di arrendersi al caldo struggente. Tra le colline e montagnette serpeggiava la superstrada che a prima vista sembrava una meravigliosa visione onirica. Surreale perché da entrambi i latti del percorso c’erano piante, fiori, cactus giganti e palme vigorose di tutti i tipi.
Dopo qualche minuto capii che ogni singola pianta non era lì per caso, era curata, era annaffiata in modo artificiale da un fantastico sistema d’irrigazione, il che l’ho trovato davvero straordinario cercavo di immaginare il contrasto con Il Pico de Las Nieves.
Ecco perché questa isola tropicale è chiamata “continente in miniatura” a causa della varietà di climi e di panorami che è possibile trovarvi.
La maggior parte dei turisti soggiornano nel sud dell’isola che è più esposto al sole e ha meno pioggia in rapporto al nord.
Durante il volo sfogliavo “Alta Fedeltà di Nick Hornby” e mi sembrava che parlasse di Milano e della mia bella New York (precisamente di Manhattan) dove hai bisogno di zavorrarti più che puoi per non andare alla deriva; hai bisogno di gente attorno a te, hai bisogno di vedere camminare le cose, altrimenti la vita è come girare un film e finire i soldi, così non ci sono più scenari, né riprese in esterni, né comparse, ma solo un tizio che fissa la cinepresa senza niente da fare e nessuno a qui parlare, e chi ci crederebbe mai a un personaggio così?
In quell’intervallo mi ero promesso che quando i miei piedi sarebbero stati sazi d’itinerari e avrei placato la fame dell’intelletto (ricordate che la cultura è anche folclore) avrei abbandonato le gambe sotto una tavola al lungo mare e avrei esplorato le prelibatezze della cucina tradizionale locale. Un tuffo al mare, un bel bagno sarebbe stata la prima tappa che mi ero promesso di fare.
Qui mi serve più roba, più frastuono, più particolari, perché ora come ora corro il rischio di precipitare nel vuoto che di solito avvolge gli uomini gay soli.
Ero diretto alla Playa del Inglés e Maspalomas; entrambe destinazioni molto popolari per turisti gay provenienti da tutto il mondo, attratti dal clima tropicale, in particolare modo britannici, tedeschi, scandinavi, americani e finlandesi. In esse vi sono molte discoteche gay, svariati bar gayfriendly e ristoranti dove non solo si mangia benissimo e si spende poco ma è un ottimo modo anche per socializzare, attività mercantesche raggruppate in questi mega centri commerciali frequentati soprattutto dagli uomini gay, quindi un ottimo modo per fare nuove conoscenze con altri uomini gay.

Dato che le principali aree balneari cominciano da Pozo Izquierdo, nella parte centrorientale della costa meridionale, e proseguono nell’area di San Bartolomé de Tirajana, che include le località di San Agustín, Playa del Inglés, Maspalomas e attira il maggior numero di turisti gay di tutto il mondo avevo deciso di fermarmi a Maspalomas a due passi dalla Playa del Inglès.
Alloggiavo proprio sul ciglio della strada che divideva la città dalle dune di sabbia color oro antico. Le Dune di Maspalomas, costituite da sabbia del Sahara, si trovano contigue a Playa del Inglés sembrano una visione surreale.
Dalla finestra della mia cucina intravedevo una palma altissima. Una palma singolare, pensai. Aveva l’aria misteriosa forse dovuto al fatto che il suo tronco snello si avvolgeva anche da qualche foglia logorata dal vento rovente dell’isola eppure ciò non le impediva di apparire maestosa, stare dritta in piedi e arrivare fino ad abbracciare il sole ogni mattina lasciandosi andare in una gioiosa danza spensierata.
Si capiva chiaramente che il loro legame era troppo forte e ogni mattina mi chiedevo da quanto tempo durasse questo incantevole rapporto.
Lei necessitava il sole e lui faceva impazzire lei (ed è questo, mi sembra, quello che la gente intende quando parla di sesso soddisfacente) indipendentemente da quello che dice la dottoressa Ruth, la nostra nota sessuologa americana, sull’importanza di condividere le emozioni, ad essere attenti all’altro e le chiacchiere guancia a guancia sul cuscino e la varietà delle posizioni e le manette, eppure questo per la palma e il sole contava poco o niente.
Dal mio terrazzo avvistavo un paesaggio incantevole fatto a strati. Praticamente, dove finiva il davanzale iniziava il bordo della piscina, dove finiva il prato verde iniziava una cascata di piante grasse e rose reali, dove finiva la strada principale ornata da giganti cactus iniziava il deserto di sabbia le famose Dune di Maspalomas. Dove finiva il lungo mare pieno di bagnanti svestiti, iniziava il mare immenso che a un certo punto si congiungeva con il cielo azzurro illuminato dal sole.
Dove finiva l’incantevole tramonto si intravedeva la splendida luna, dove finivano le sbalorditive stelle iniziava l’immenso spazio celeste sotto il quale iniziava il consuetudine amplesso tra la palma e il sole.

Dove finiva la mia solitudine di un uomo gay solo iniziava la mia grande voglia di avere accanto un uomo gay tutto per me.

Ora più che mai sento il vero desiderio di avere una relazione stabile, sì, lo voglio, lo desidero davvero tanto e afferro in me la mia solitudine, vagheggio con la mente e comprendo quanto sarebbe stato bello avere vicino un mio compagno da poter godere tutto questo panorama.
Dove termina tutto questo inizia il mio cammino verso quei sentieri ma conosciuti prima, ma avevo la certezza che ovunque andassi a finire, ero convinto che sarebbe stato un posto migliore di quello da dove ero rimasto fermo per molto tempo sprecando le occasioni di essere un uomo gay felice di avere una relazione amorosa, un uomo gay felice di vivere allegramente la sua storia d’amore, un uomo gay felice di appagare i sensi di un amore gay e la sua anima gemella.
Quando siamo visibilmente liberi e la nostra mente è del tutto sganciata dallo scetticismo, la nostra psiche è predisposta a incontrare altre anime e trovare la sua SOUL gemella.

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