Un incontro ravvicinato con l’amore sotto l’insegna “sono gay e cerco relazione, amore vero cerco”.

Un incontro ravvicinato con l’amore sotto l’insegna “sono gay e cerco relazione, amore vero cerco”.

By |2019-07-29T12:05:39+00:0025 August 2015|

Come iniziare una relazione gay monogama nell’era della faciloneria del sesso occasionale e delle coppie gay aperte.

Quando un uomo gay è single e decide di fare una vacanza, ovviamente in cima della lista delle cose da fare di solito mette appagare i sensi. Esultare le proprie voglie (naturalmente non per tutti) diventa d’obbligo.

Appagare i sensi, sì, è semplice, ma come avere una relazione gay nell’era della faciloneria del sesso e soprattutto come iniziare una relazione gay quando non si ha più fiducia nel destino? Il vecchio saggio diceva “Solo quando si è completi, si può sperare nell’incontro giusto con un uomo gay. Se la relazione tra due uomini gay è sana e paritaria e l’affetto è reciproco, siamo di fronte a quanto di più bello la vita possa regalare: l’essere in due, avere accanto il compagno della vita è la vita”.

Ci penso al sorriso birichino del mio amico Vittorio, ma non al suo suggerimento di consultare anche le app gay, come Grinder, Planet Romeo o altre chat gay per incontrare e conoscere i ragazzi gay del posto. La quasi totalità degli uomini gay sono turisti e i loro piedi non saranno mai sazi di itinerari e non sembrano molto interessati a placare la fame dell’intelletto, pare che sappiano bene e ricordino che la cultura è anche nuove conoscenze: abbandonare le gambe sotto una tavola ed esplorare le prelibatezze della cucina tradizionale sembra sia l’ultimo dei loro pensieri e ancora meno valutare come avere una relazione gay.

Piuttosto sembrano molto interessati ad abbandonare le gambe sotto le lenzuola ed esplorare le “prelibatezze” dei turisti internazionali. Un bell’incontro al volo è la prima tappa consigliata e auspicata quasi da tutti gli uomini gay single che soggiornano su questa isola. Potrebbe anche essere un ottimo modo per capire come iniziare una relazione gay in modo sbagliato e soprattutto con chi (solo uno su mille ce la fa).

Ed ecco!

Proprio davanti a me, sul bordo della piscina un uomo che sboccia dall’acqua. Si mete subito in mostra e si fa largo sulla concorrenza, marca subito il suo territorio e seleziona la sua nuova preda.

Fino a pochi minuti fa divideva la piscina e si divertiva a mettere sott’acqua una dozzina di ragazzi, tutti palesemente gay.

Mi osserva con una intimità tale che non mi piace.

Lo ignoro.

Mi sorride.

È chiaro che si crede il più affascinante dell’isola, ma in realtà sembra una visione migliorata di Luca Argentero, se si può immaginare una simile creatura.

Ha lunghi capelli scuri, zigomi pronunciati, è alto almeno uno e ottanta, è abbronzatissimo, non molto muscoloso, (indossa un costume verde Tiffany), ha la voce sdolcinata come quel tizio del Molino Bianco, ha un bel sorriso e uno sguardo così profondo che mi sento nudo. Mi sembra di cadere dal balcone direttamente sulla piscina.

Che strana sensazione!

Noncurante si lascia volentieri accarezzare dal sole rovente e poi scuote la testa, sistema i capelli all’indietro, passa la mano sul petto, controlla gli addominali (sembra come se li contasse), poi sistema il costume evidenziando ancora di più il suo sesso autorevole lasciando ben poco alla mia immaginazione.

Parla inglese, ma non è la sua lingua a renderlo così dannatamente sexy.

Non è molto distante da me, ma non si percepisce il colore degli occhi.

Ha la fronte alta.

Una farfalla dalle ali colorate di rosso, marrone e giallo si ferma su un garofano bianco dal profumo penetrante.

Inizio a sudare.

Invano cerco un filo d’aria fresca da poter colmare il calore che sento scorrere nelle vene. Una ragazza lancia nell’acqua il suo bambino senza preoccupazioni. Mi aspetto delle urla invece mi sorprendono con un boato di gioia infantile. In un attimo di secondo si tuffa anche lei. Acciuffa il bambino. Grandi risate, scambiano baci, abbracci affettuosi e si dirigono verso l’uscita scalzi e inzuppati.

Ah, sì, le madri tedesche sono tremende.

Lui continua a fissarmi come se avesse visto un fantasma.

Mi sorride di nuovo e sono costretto a cacciare una smorfia, anche se in realtà una parte di me era molto appagata.

Accendo un’altra sigaretta, prendo un’altra birra dal freezer e mi affaccio di nuovo sul balcone. Al suo posto due uomini intrecciano i loro corpi semi nudi e mescolano le salive.

Guardali là!

Da una parte sono contento di non sentire più addosso il suo sguardo penetrante. So che in questo momento la mia abilità di resistenza carnale non è altissima e l’autostima ancora meno, ma per fortuna che quando ho visto il tizio fico indossavo ancora la mia camicia estiva preferita.

Dall’altro canto so per certo che anche agli uomini gay non piacciono solo i classici Marcantoni, altrimenti, credo, non avrei nemmeno l’ombra di una possibilità con il Marcantonio, ovvero il tipo della piscina (se l’avrei mai rivisto di nuovo).

Cazzo, cazzo, cazzo!

L’ho fatto scappare?

Sono un idiota!

Arrossisco dalla rabbia e do una gran sorsata alla mia birra, nella speranza che la bottiglia ghiacciata nasconda il mio rossore agli sguardi curiosi e insistenti degli squali (amici di Marcantonio) seduti sul bordo della piscina. Indossavano quasi tutti costumi all’ultima moda, di griffe importanti come: Armani, Versace, Gucci, Prada…, Credo che ognuno di loro si comportasse secondo a delle regole di una gerarchia ben definita, così come accade in ogni singolo branco.

Il tizio rasato e con la barba lunga era bruciato dal sole più di tutti gli altri. Proprio lui mi chiede se mi andava a unirmi a loro per una birra fresca. Mi parla in italiano, ma era ovvio che non fosse la sua lingua.

Noi siamo tutti uomini spaiati e ci serve un maschio spaiato.

Lui ride con gusto. Gli altri ridono ancora di più.

Sei un uomo spaiato? Mi chiede di nuovo.

Pure io sorrido, il termine spaiato lo utilizzavo solo per le calze.

Uhmm… sì, mi pare di sì.

A cuor mio penso, che madre natura fosse già stata fin troppo generosa con questo il tizio, nella vita non si può avere proprio tutto, tutto.

So esattamente cosa sta per succedere, e non riesco a crederci. Tutte quelle liete fantasie sull’isola, il mare, la spiaggia, l’incontro perfetto con un bellissimo ragazzo gay, le lunghe passeggiate, improvvisamente in pochi istanti si riducono in inutili svariate notti di elucubrazioni.

Beh, sono un ragazzo gay, italiano e spaiato, quindi sono un sessista, no? È questa la risposta giusta?

Quando sei identificato così ti tocca sorridere e incassare, altrimenti ne esci matto. Mi stringo nelle spalle, sconsolato, sai…, questi tipi non mi fanno impazzire.

Oltre alle numerose palme danzanti si vedeva altra gente. Alcuni ragazzi gay si muovevano in mandrie da un locale all’altro.

Decido di fare un bagno, ma al mare aperto e non in piscina con un branco di squali affamati. Poi non c’era più neanche quel bel pezzo di Marcantonio, il loro cappobranco.

Chissà per quale ragione me lo immaginavo con gli occhi verdi, ciglia scurissime e lunghe. Avrei voluto tanto chiedergli un paio di consigli; sia su come avere una relazione gay con lui, sia su cosa serve ad un uomo gay maturo, sensibile e spiritualmente evoluto come me per innamorarsi di un Marcantonio come lui e come iniziare una relazione gay?

Bisogna precisare che ho già superato la fase di come posso trovare un ragazzo gay, quali sono i posti dove poter incontrare altri uomini gay, come avvicinarsi, come “fare colpo su un ragazzo gay” e mantenere il loro interesse, ma avrei voluto avere anche un suo parere.

E se mi avesse risposto “Solo quando si è completi si può sperare nell’incontro giusto”? A lui pareva non mancasse nulla, anzi.

A quel punto avrei sicuramente agganciato dicendo che l’amore è un valore aggiunto, fa stare bene, nel litigio che normalmente accade tra partner la relazione non viene messa in discussione, è un amore stabile basato sul sentimento reciproco e sul rispetto dell’individualità e libertà dell’altro.

Amore gay: come iniziare una relazione stabile con un uomo omosessuale.

Sarei andato avanti a parlagli d’amore spiegargli come iniziare una relazione gay con un uomo gay come me e dirgli che l’amore consente di crescere, ma io vedo l’amore non due metà ma due unità, questo l’incastro a cui tendere perché l’amore sia amore.

L’amore è concordanza, è condivisione, è responsabilità di squadra (già mi immaginavo a fare squadra con lui), sostegno ma per evolvere e capire bene come iniziare una relazione gay necessita capacità di autodeterminazione e di libertà, il che rende tutto più complicato. Ecco perché sono un uomo gay single anche se vivo a Milano, la città della comunità gay italiana per eccellenza e sognata da tutti gli uomini omosessuali italiani e stranieri.

Oltre alle dune della sabbia d’orata le onde del mare si esibivano in una danza maestosa. Alcune raggiungevano la spiaggia affollata bagnando spudoratamente ogni parte dei corpi umani, cancellando scritte sulla sabbia, raschiando le tracce umane, distruggendo piccoli castelli di sabbia sparsi qua e là.

Altre onde più piccole, ma anche le più coraggiose si avvicinavano parecchio al mio ombrellone e mentre indietreggiavano lentamente verso il loro mare, erano inghiottite dalla sabbia, il che l’ho trovato un rituale abbastanza infelice.

Dopo il primo bagno decido di farne subito un altro, poi un altro e un altro ancora come se in qualche modo volessi recuperare tutte le occasioni perse durante gli ultimi due anni.

Al bar accanto alla spiaggia la vista è mirabile. Accanto all’albero di Ginestro due giovani ragazze si lasciano andare in un bacio lungo e passionale. Sembra che nessuno dei passanti noti il loro affetto.

Un gruppo di giovani francesi festeggia un compleanno. La ragazza minuta con i capelli lunghi e scuri mi invita a brindare con loro. Il lungo mare sembra una passarella insolita. Donne, uomini e bambini di ogni età camminano sorridenti.

Sembrano tutti felici.

Da sempre mi è piaciuto osservare la gente in movimento. Di solito mi rilassa, ma questa volta avverto una sensazione diversa, qualcosa manca e la cerco tra i passanti. Mi rendo conto che era come se cercasi un ago nel pagliaio. Più mi rendevo conto dell’assurdità, più mi ostinavo a cercarlo. Sentivo un forte desiderio di rivedere un perfetto sconosciuto.

Quando la ragazza francese mi lasciai in mano un volantino colorato davanti ai miei occhi smarriti e sbattenti, in sostanza indistinguibili percorrevano migliaia e migliaia di capelli scuri, tonnellate d’immensi addominali scolpiti, chilometri di labbra carnose e rosse, centinaia di denti bianchi, e capisco che mi ero auto condannato a una lunga, lenta, letale asfissia.

Capisco che era l’ora di farmi un altro bagno prima di rientrare. Per liberarmi dai francesi prometto che dopo cena sarei andato con loro al Luca’s Bar per vedere lo show del loro amico Jonny.

I francesi avevano i posti segnati in prima fila. Mi anticipano che Jonny oltre ad essere un bellissimo uomo gay single che lavora per una multinazionale è anche molto bravo a recitare.

Jonny è già sul palco, parla in inglese con un collega. Indossa un costume che impressiona. È truccato in modo impeccabile e sfoggia una parrucca crespa. Non si capisce il colore naturale della sua carnagione. Il trucco scuro risaltava i suoi denti bianchissimi e sotto le luci di scena spiccavano gli occhi verde smeraldo seppur apparissero tristi, incantano i presenti.

Mi guarda, ci saluta e mi sorride con gradevolezza, poi si siede in un angolo della scena.

Narra la storia struggente di una coppia gay in un Paese in guerra. La fuga dell’uno e l’odissea dell’altro che per raggiungerlo in Italia viaggia su un gommone.

Sono momenti strazianti, una signora ha gli occhi lucidi e la ragazza francese accanto a me sembra consumata dal dolore. Un ragazzo abbraccia forte il suo compagno e poi asciuga una lacrima.

Halim è arrivato in Sicilia, scende dal treno.

È elettrizzato.

Tra la folla cerca il suo amato.

Joel!

Joel!

Joel, amore mio dove sei?

Va avanti e indietro tra la gente, lo cerca. Afferra uno uomo, chiede scusa, poi abbraccia un altro, chiede scusa di nuovo. Qualcuno sorride, qualcuno è già di nuovo in lacrime. Torna indietro, poi si ferma, inizia a tremare, piange, piange dalla gioia, altri presenti piangono con lui.

Joel, Joel amore mio sei tu.

Finalmente ti ho trovato.

Mi abbraccia.

Mi abbraccia cosi forte che mi sento mancare. Mi stringe a sé e mi porta sul palco. Mi accarezza il viso, mi prende le mani e me le bacia dolcemente. Mi guarda dritto negli occhi. Quello sguardo lo conosco, ho l’impressione di averlo già incontrato da un’altra parte.

Inizio a tremare.

Lui piange.

Piango anch’io.

Mi asciuga le lacrime e poi mi bacia.

Mi bacia davvero, mi bacia con passione così come fanno due uomini gay innamorati. Mi abbandono tra le sue braccia e mi perdo nelle sue dolci labbra. Sento che mi sta dicendo di non lasciarlo, di stare sempre con lui perché mi ha amato sin dalla prima volta che mi ha visto su quel balcone. È stato un colpo di fulmine.

Ti amo, ti amo, ti amo amore mio.

Il buio totale, un altro bacio lungo.

Una donna urla bravi, bravi ragazzi, siete bellissimi, bravi.

Poi gli applausi, poi le luci, poi un altro bacio più dolce, più profondo, più vero.


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