Il reato di omo – e transfobia all’interno della normativa antirazzismo svizzera, verrà punito con fino a tre anni di reclusione.

Élite Men Connections da sempre ha sostenuto la battaglia Mathias Reynard, non ha mai perso la speranza e da parecchio tempo era in attesa degli risultati.
A dare questa graziosissima notizia, è l’Executive Gay Matchmaker di Élite Men Connections, Alex L.C direttamente dalla Svizzera. Lo staff di Élite Men Connections si commuove dalla felicità, festeggia e si congratula con i suoi clienti svizzeri ossia gli uomini gay single che per trovare il loro compagno di vita hanno scelto il servizio del Gay Matchmaking offerto dalla Agenzia matrimoniale gay di Élite Men Connections con sede legale italiana a Milano.
Mathias Reynard, il consigliere nazionale del partito socialista vince la sua storica battaglia per la popolazione omossessuale, è proprio grazie a lui che oggi in Svizzera Omofobia e Transfobia sono diventate reato.
In Svizzera lo stop all’omofobia e transfobia non è certo solo un atto simbolico (che più o meno è/dovrebbe essere condiviso in quasi tutti i paesi civili del mondo), perché la pena potrebbe arrivare fino a tre anni di carcere.

Per la comunità LGBTQ+ svizzera splende un nuovo sole e per l’intera comunità mondiale una nuova speranza.

Questa sublime novità fa nascere la speranza anche per le anime nel resto del mondo, scalda i cuori di chi stava perdendo la speranza non solo di vivere liberalmente e essere se stessi, ma soprattutto sentirsi più al sicuro e protetti (anche legalmente).
In Svizzera infatti, la discriminazione contro le persone appartenenti alla comunità LGBTQ+ è diventata un reato e lo stop all’omofobia e transfobia non è certo solo un atto simbolico, perché la pena potrebbe arrivare fino a tre anni di carcere.
Una battaglia che durava da parecchio tempo finalmente ha portato il Consiglio degli Stati elvetico ad approvare la proposta arrivata dal Consiglio Nazionale con 118 voti a favore contro 60 contrari. In questo modo è stato reso possibile modificare il Codice Penale del paese e inserendo il reato di omo- e transfobia all’interno della normativa antirazzismo.
Mentre una buona parte del mondo è rimasto ancore negli anni 1850, dove si era convinti che realmente l’omosessualità possa essere qualcosa da curare e continua a portare avanti questa terribile tesi anche nel 2018, la Svizzera sorprende tutti con una novità straordinaria.
Chi ritiene legittimo diffamare una persona sulla base del suo orientamento sessuale o della sua identità sessuale dovrà imparare a tacere e stare molto attento proprio perché nel caso dovesse azzardarsi ad esternare quel pensiero così orrendo o mettere in atto delle misure/atti che fino a poco tempo fa era considerato “normale” e più o meno condiviso non solo dalla società, ma anche dalle autorità da oggi in Svizzera non sarà più legalmente possibile farlo e sarà punito con una condanna di carcere fino a tre anni.
Fiero e felice del risultato raggiunto il consigliere nazionale del partito socialista Mathias Reynard, dopo la vittoria ha dichiarato: “L’omofobia non è un’opinione. È un crimine, e questa vittoria manda un messaggio forte all’esterno.”
La proposta arrivata dal Consiglio Nazionale, modificando il Codice Penale del paese e inserendo il reato di omo- e transfobia all’interno della normativa antirazzismo è stata accolta in modo raggiante non solo dalla comunità omosessuale, LGBTQ+ ma da tutte le persone che hanno un buonsenso e ci auguriamo che il resto del mondo (soprattutto l’Italia) impari dalla Svizzera.

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